I benefici del pesce e degli acidi grassi Omega 3

I benefici del pesce e degli acidi grassi Omega 3

La pesca non è solo il passatempo di uomini, bambini e alcune donne. La canna da pesca può essere infatti la migliore arma nella lotta contro l'ictus!

Questo è un articolo che vuole offrire una prova concreta, oltre a studi scientifici e dati documentati, dei benefici degli acidi grassi Omega 3. Esporremo accuratamente e completamente quali siano le migliori fonti, a detta anche degli addetti del settore, con i relativi studi e risultati.

Tutti a pescare, soprattutto le donne!

L'estate è ormai arrivata e mentre i bambini prendono le palle o gli skate per andare a giocare fuori con gli amici, i genitori dovrebbero pensare al prossimo weekend da passare insieme. E quale miglior passatempo se non quello di andare a pescare? Esatto, canne da pesca e via, a cercare di prendere qualche buona fonte di Omega3!

Sono le donne quelle che dovrebbero voler andare a pescare, più dei loro compagni e dei loro figli. Questo perché secondo l'AHA (American Heart Association), l'ictus è la terza causa di morte delle donne, soprattutto in America (paese dove sono state fatte più ricerche e indagini). Ogni anno sono centinaia di migliaia le persone che subiscono un ictus e più di un quinto di loro purtroppo muore. Ma il ricavato della pesca può ridurre drasticamente questi numeri.

Uno studio lungo addirittura 14 anni su quasi 80.000 donne, ha dimostrato come mangiare una porzione di pesce (circa 100 grammi) per 2/4 volte a settimana, riduce il rischio di ictus del 27%. Se il consumo è maggiore, tanto più alte saranno le percentuali. Non esistono studi fatti per così lungo tempo sugli uomini, ma non c'è ragione biologica per pensare che anch'essi non avrebbero gli stessi risultati.

Nel 2001 L'AMA (American Medical Association) ha reso pubblici i risultati di un loro importante studio. In sintesi hanno dimostrato che il pesce ad alto contenuto di acidi grassi omega 3 ha significativi benefici per la salute, tra cui la riduzione di casi di ictus trombotico al cervello (in cui un coagulo di sangue blocca un arteria con la quindi conseguente distruzione del tessuto cerebrale).

Il pesce è un'ottima fonte di acidi grassi Omega 3, che sono dei grassi insaturi capaci di aiutare a prevenire la formazione di coaguli anche detti “aggregazioni piastriniche. Questo è possibile perché rendono il sangue meno “colloso”.

Il rischio di avere un ictus trombotico è quindi minore, come anche il rischio di ictus embolico (quando il coagulo non si blocca in un vaso principale, ma corre lungo la circolazione sanguigna fino a raggiungere un vaso minore e blocca l'afflusso di sangue).

Condotto invece a Boston, dal Brigham and Women Hospital, uno studio effettuato sempre sulle donne, ha dimostrato che mangiando pesce una volta a settimana il rischio di ictus si riduce del 22%, mangiandolo 2/4 volte a settimana del 27% e 5 o più volte a settimana addirittura del 52%! Purtroppo però fa parte delle statistiche anche il dato che le donne non mangiano quasi mai pesce o, al massimo, una volta a settimana. Ne dovrebbero consumare di più!

La ricercatrice Penny Kris Etherton, specializzata in malattie cardiache presso l'Università Statale della Pennsylvania, ha da tempo ormai esaltato le virtù del mangiare pesce: “Dico solo che la gente dovrebbe mangiare più pesce e crostacei, per ridurre il rischio di contrarre malattie cardiache”.

Dello stesso parere anche Richard E. Gutting Jr. presidente del NFI (National Fisheries Institute) secondo cui i vantaggi del mangiare pesce vengono fuori sempre più ad ogni studio ulteriore che viene realizzato. Ed ha aggiunto che “le donne dovrebbero godere regolarmente di più dei vari tipi di pesce e frutti di mare”.

benefici del pesce

Come consumare il pesce e quali sono le alternative

È importante anche sapere come preparare il pesce. La qualità degli acidi grassi Omega 3 può venire compromessa dal calore, dall'aria e dalla luce. La sopra citata NFI si raccomanda di non cuocere troppo la carne e di usare metodi di cottura con un basso contenuto di grassi. Sì al forno, alla griglia, alla cottura a vapore, ecc... mentre sono da evitare le fritture, non solo perché distruggono gli Omega 3, ma anche perché aumenterebbe il totale dei grassi cosiddetti cattivi (grassi saturi).

Se proprio non vi piace mangiare pesce, potreste optare per gli integratori di olio di pesce. Gli esperti comunque spesso non consigliano questa abitudine per due motivi:

  1. Ci potrebbero essere degli effetti collaterali tra cui disturbi gastrointestinali, alito al sapore di pesce e facilità ad avere ecchimosi.

  2. Si potrebbe avere una falsa sensazione di sicurezza prendendo gli integratori, quando però il resto della dieta è scorretta.

Oltre agli integratori di olio di pesce, altre fonti di acidi grassi Omega 3 sono l'olio di colza, l'olio di semi di lino, l'olio di soia, alcune noci e verdure e il tofu. Tuttavia, per avere la giusta dose di Omega 3 bisognerebbe mangiare una quantità notevole di questo tipo di alimenti, per avere gli stessi benefici di una porzione di pesce.

Joyce Nettleton, dell'Istituto Tecnologico Alimentare, spiega che mangiare pesce da solo non può compensare una malsana abitudine ad un'alimentazione scorretta. Pesce e frutti di mare dovrebbero venire consumati in una dieta a basso contenuto di grassi, dove frutta e verdura sono compresi in abbondanza.

Oltre a vantare benefici di riduzione dell'ictus, gli acidi grassi Omega 3 agiscono in altri modi sul nostro organismo, dimostrandosi dei veri e propri “eroi della salute”. Sono dei validi alleati infatti anche contro l'ipertensione, contro il cancro al seno e contro la depressione.

Ci sono inoltre meno possibilità di sviluppare malattie cardiache e infarti anche quando il cuore è malato. Si abbassa la pressione sanguigna, migliora la funzionalità renale nei diabetici e migliorano anche le condizioni infiammatorie di chi ha malattie tipo l'artrite, la psoriasi, ecc...

Inoltre i nutrienti presenti in un salutare e incontaminato pesce aiutano ad assicurare uno sviluppo migliore del cervello del feto, dei suoi occhi e dei nervi durante la gravidanza. Ma bisogna fare molta attenzione.

Il rischio del mercurio nei pesci

Secondo la FDA (Food and Drug Administration) in un recente comunicato ai consumatori, le donne incinta non dovrebbero mangiare pesce spada, sgombro reale, squalo o dovrebbero limitarne il consumo a non più di una volta al mese.

Questi grandi pesci infatti potrebbero avere alti livelli di mercurio, che superando i limiti sicuri per il consumo umano, potrebbero danneggiare il sistema nervoso del feto. Anche pesci predatori come il luccio e il wallaye sono stati trovati con alti quantitativi di mercurio.

benefici degli acidi grassi Omega 3

La verità è che quasi tutti i pesci contengono oligoelementi di mercurio, ma i più grandi, i più vecchi e i pesci predatori sono quelli che accumulano più alti livelli e rappresentano la minaccia più grande. I pesci piccoli e giovani invece, che vengono catturati dopo una sola stagione nelle acqua inquinate, hanno livelli più bassi.

Comunque una varietà di pesce e frutti di mare che possa offrire una fonte naturale di grassi buoni e proteine, è molto importante per la dieta equilibrata di una futura mamma.

Secondo un consulente delle FDA, le donne in gravidanza possono consumare fino a circa 340 grammi di pesce cotto ogni settimana: frutti di mare, pesce in scatola, pesci piccoli d'oceano o da allevamento. Le trote iridee (o arcobaleno) di allevamento sono forse uno dei migliori alimenti che combinano proteine di soia e carne di pesce e ciò le rende uno delle migliori fonti di acidi grassi Omega 3.

Ogni settimana fino a circa 200 grammi di pesce in scatola possono essere consumati tranquillamente dalle donne incinta, se non mangiano altro pesce contenente mercurio.

Nonostante le precauzioni della FDA per chi è in stato interessante, i risultati degli studi dovrebbero tranquillizzare notevolmente le donne. C'è la prova scientifica che esiste qualcosa di veramente efficace per ridurre le probabilità di avere un ictus. Anche se il pesce non vi piace, mangiando una porzione (100 grammi) ogni due settimane potreste ridurre il rischio di ictus del 7%.

Il miglior pesce ricco di acidi grassi Omega 3

Alcuni pesci sono migliori di altri (qualitativamente parlando). Per esempio, visto che l'Alaska è pressoché disabitata, esistono poche industrie e quindi i corsi d'acqua e il mare sono meno inquinati. Questo fattore insieme all'aria più limpida rende i pesci nordici dell'Alaska i più sani e puliti al mondo.

Sono numerosi gli studi che confermano questa purezza del pesce, tra cui quelli eseguiti dall'EPA (Environmental Protection Agency) che facendo un'ispezione delle acque di Cook Inlet (Anchorage, Alaska) dichiarò che i pesci ed i molluschi che vi vivevano erano i più sani e puliti mai esaminati. Inoltre il salmone, una delle più ricche fonti naturali di acidi grassi Omega 3, non è a rischio, in Alaska.

I pesci di carne bianca come il persico, il passera e il merlano hanno solo circa 0,5 grammi di acidi grassi Omega 3 ogni 150 grammi di pesce. Quelli di carne rosa come il salmone, lo sgombro, le sardine e il pesce azzurro contengono invece il triplo di acidi grassi omega 3. Sono quindi più consigliabili per ridurre le possibilità di avere un ictus. Anche il tonno, la trota arcobaleno e il branzino striato (o persico-spigola) sono fonti ricche.

Quindi, quando andrete a pescare, cercate pesci di carne rosa!

Che sia per hobby o per salute, andare a pesca è oltre che rilassante, qualcosa di cui tutta la famiglia può godere, anche per stare insieme. Non aiuterà solo la salute, ma anche l'atmosfera familiare!

Quindi non avete più scuse, prendete la licenza di pesca e andate in cerca del posto migliore dove fare scorta di acidi grassi Omega 3! Mangiare i risultati della vostra avventura familiare per 5 volte a settimana ridurrà il rischio del 52% di avere un ictus. Vi potrete poi vantare del pesce più grande mai pescato preso proprio da voi!

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